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Lunedì 06 Settembre 2010 16:02 |
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Gli interventi ammissibili per il rilascio dei certificati bianchi
I titoli di efficienza energetica (TEE) o certificati bianchi, che devono essere acquisiti obbligatoriamente dai distributori di energia con più di 50.000 clienti finali, certificano la realizzazione di interventi di efficientamento energetico nel settore residenziale, industriale o terziario.
Essi si dividono in tre categorie a seconda della tipologia di risparmio ottenuta:
- Tipo I: ottenuti con risparmi di energia primaria tramite riduzione dei consumi finali di energia elettrica;
- Tipo II: ottenuti con risparmi di energia primaria tramite riduzione dei consumi finali di gas naturale;
- Tipo III: ottenuti con risparmi di energia primaria attraverso interventi differenti.
Ogni tipo di TEE è scambiato in borsa e ha un suo prezzo specifico. In genere i TEE di II tipo hanno un prezzo superiore rispetto a quelli di I tipo, dato che i risparmi di gas risultano più difficili da conseguire rispetto a quelli elettrici. I TEE di III tipo hanno un prezzo decisamente più basso, in quanto il distributore non può applicare all’utente finale il cosiddetto “recupero in tariffa” (cioè l’aumento della tariffa di distribuzione e trasporto al fine di recuperare l’investimento). Gli interventi ammissibili per il rilascio dei certificati bianchi devono avere la caratteristica di addizionalità, cioè per ottenere il titolo è necessario proporre una tecnologia che non si è ancora affermata sul mercato. Gli interventi di efficientamento energetico sono divisi in tre categorie:
- Interventi standardizzati: in questo caso sono state messe a punto delle schede nelle quali sono definite le modalità di valutazione del risparmio a partire dal numero e dalla taglia delle unità installate e dal coefficiente di addizionalità relativo allo specifico intervento. In questo caso lo sforzo richiesto al proponente è minimo: occorre interpretare le schede e inserire i dati in modo corretto. Tuttavia alcuni interventi, che potenzialmente potrebbero dare origine a risparmi superiori, possono essere penalizzati dal calcolo standardizzato. La taglia minima degli interventi è di 25 TEP, se presentati da una ESCO e 50 TEP se proposti da un distributore.
- Interventi analitici: anche in questo caso sono predisposte schede tecniche, ma al proponente è richiesto anche un calcolo analitico per la quantificazione dei risparmi conseguiti. In questo caso la taglia minima va da 50 TEP (presentati da ESCO) a 100 TEP (presentati da distributore).
- Interventi a consuntivo: non esiste una scheda tecnica. Il risparmio è calcolato utilizzando una metodologia opportunamente predisposta. Il proponente definisce una base line di mercato e valuta l’addizionalità dell’intervento. In questo caso la taglia minima a da 100 TEP a 200 TEP a seconda del soggetto proponente.
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