Climatizzazione solare: la nuova frontiera del risparmio energetico?
La tecnologia del Solar cooling permette di utilizzare l’energia solare per condizionare nella stagione estiva gli ambienti. Sicuramente si tratta di una tecnologia, anche se giovane, molto promettente, che rappresenta ormai uno dei punti cardine della politica energetica della Unione Europea.
La quota parte dei consumi energetici nel settore civile imputabili alla climatizzazione estiva è in costante crescita: ciò è dovuto principalmente all’aumento delle temperature medie e al sempre crescente volume di edifici condizionati. Inoltre nella stagione estiva è diffuso il timore legato a possibili black out dovuti a picchi di elevata domanda di energia elettrica.
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Il Solar cooling, o raffrescamento solare, permette di condizionare gli ambienti utilizzando l’energia termica prodotta dai pannelli solari: in genere si sfrutta un ciclo ad assorbimento al posto del tradizionale ciclo a compressione alimentato con energia elettrica. Uno degli aspetti interessanti di questa tecnologia risiede nel fatto che molto spesso la necessità di condizionare un ambiente avvenga nel momento in cui è presente la radiazione solare o comunque in momenti vicini. Il Solar cooling, nonostante possa essere considerata una tecnologia matura e affidabile, registra livelli di penetrazione sul mercato decisamente bassi ed è poco conosciuto dagli installatori e dai progettisti oltre che dagli utenti finali; i costi sono ancora molto elevati, soprattutto per impianti di piccola taglia e le realizzazioni presenti nel nostro Paese sono, per la maggior parte, di tipo dimostrativo/sperimentale.
Tuttavia i vantaggi legati all’utilizzo di questa tecnologia sono notevoli:
- Ridotti consumi di energia primaria: l’energia solare copre fino al 98% del fabbisogno energetico delle macchine ad assorbimento. L’energia elettrica è utilizzata solo per il funzionamento di pompe e valvole;
- Migliore integrazione nell’edificio: le macchine ad assorbimento non hanno parti in movimento e dunque risultano essere più silenziose e meno soggette ad usura e conseguentemente sono caratterizzate da costi di manutenzione più bassi; inoltre i moduli sono compatti e possono essere installati senza alcun problema all’esterno.
Dunque, per favorire la diffusione del Solar cooling, devono essere rimosse le barriere non tecnologiche, prima fra tutti la non conoscenza della tecnologia. E’ importante che tutti i portatori di interesse siano messi nelle condizioni di conoscere le potenzialità del raffrescamento solare. |