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I Titoli di Efficienza PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Agosto 2010 13:44

 

Finalmente anche in Italia i "Certificati Bianchi"

Il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, ha messo a punto il meccanismo dei titoli di efficienza energetica (o certificati bianchi), puntando ad incentivare le tecnologie più efficienti dal punto di vista energetico, utilizzando una modalità “cap and trade”.

ESCOI riferimenti normativi sono quelli del DM del 20 luglio 2004 (elettrico e termico – Individuazione degli obiettivi quantitativi per l’efficienza energetica negli usi finali), integrati dal DM del 21 dicembre 2007.

I distributori di energia termica e di energia elettrica con più di 50.000 clienti finali hanno l’obbligo, proporzionalmente al volume di gas o ai chilowattora di energia elettrica venduti, di conseguire obiettivi di efficienza energetica che sono certificati con l’emissione dei cosiddetti titoli di efficienza energetica o certificati bianchi. Tali titoli, rilasciati dal Gestore del Mercato Elettrico (GME), su richiesta dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, possono essere acquisiti direttamente dai distributori oppure acquistati da soggetti terzi, che volontariamente implementano interventi di efficienza energetica.

Dunque le ESCO, ma anche le società di servizi collegate ai distributori o, a partire dal 2008, anche le aziende con obbligo di nomina dell’Energy Manager ai sensi della L. 10/91, possono richiedere all’Autorità i titoli di efficienza che sono poi contrattati o in sede bilaterale oppure in una specifica borsa.

Il GME rilascia un titolo di efficienza per ogni TEP di energia risparmiata per ogni anno di durata dell’intervento, che è stabilita convenzionalmente dai decreti ministeriali (cinque anni per la maggior parte degli interventi, otto anni per quelli che riguardano l’involucro edilizio e l’applicazione di tecniche di architettura bioclimatica).

L’applicazione italiana del meccanismo dei titoli di efficienza energetica è stata la prima in Europa, tanto che la Commissione Europea, con l’Agenzia Internazionale per l’Energia, ha approfondito l’esperienza italiana. Con la Direttiva 32/2006 la Commissione Europea ha individuato nei certificati bianchi uno degli strumenti più adatti per ottenere gli obiettivi di riduzione del consumo di energia negli usi finali (diminuzione del 9% entro il 2016).