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Lunedì 26 Ottobre 2009 14:55 |
LA VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA
La ventilazione meccanica controllata (VMC), ampiamente utilizzata nei settori del terziario e servizi, è sempre più impiegata anche in ambito residenziale.
Con l’obiettivo di costruire case sempre più efficienti dal punto di vista energetico, sono stati immessi sul mercato componenti trasparenti con elevata tenuta d’aria: ciò ha comportato un miglioramento del bilancio energetico dell’edificio a seguito della riduzione delle perdite per ventilazione, ma sono nati problemi prima sconosciuti legati alla formazione di muffe e condense sulle pareti fredde o in corrispondenza di ponti termici, oltre a un peggioramento della qualità dell’aria. La questione dell’inquinamento indoor è davvero significativa: molti disturbi apparentemente banali (irritazioni delle mucose, allergie) e altri più gravi (malattie infettive e tumorali) sono causati anche dalla scarsa qualità dell’aria negli ambienti in cui si lavora e si vive e dove trascorriamo mediamente il 90% del nostro tempo.
La ventilazione meccanica controllata può essere una efficace soluzione al problema, poiché garantisce un ricambio d’aria nei locali adeguato, evitando perdite di calore incontrollate a seguito dell’apertura manuale delle finestre (perdite tutt’altro che trascurabili visto che una finestra di 2,5 m2 consente l’ingresso negli ambienti di un flusso d’aria di circa 2000 m3/h). Inoltre con la VCM è possibile controllare, almeno in parte, gli effetti dell’inquinamento esterno oltre a ridurre la rumorosità degli ambienti.
Le tipologie impiantistiche più comunemente utilizzate sono due:
- Sistemi a semplice flusso: in questo caso l’immissione dell’aria pulita avviene tramite bocchette opportunamente predisposte. La portata dell’aria di rinnovo può essere variata manualmente oppure in modo automatizzato in base al tasso di umidità relativa (valore strettamente legato alla presenza di persone negli ambienti);
- Sistemi a doppio flusso: in questo caso sono presenti due ventilatori e due reti, una per l’immissione e una per l’evacuazione. In questo caso è possibile accoppiare al sistema un recuperatore di calore statico o dinamico che permette di ridurre sensibilmente le perdite per ventilazione dell’edificio.
Il risparmio energetico è garantito: a fronte di un consumo di energia elettrica degli ausiliari (ridotto in quanto si utilizzano ventilatori efficienti il cui assorbimento nel caso di appartamento non supera i 40W) si ha una riduzione delle quantità di energia scambiata per ventilazione tanto più significativa quanto più performante è l’impianto. Secondo uno studio condotto dal Centro ricerche Aldes France il consumo conseguibile in termini di energia primaria, a seguito dell’installazione di sistemi VCM con recuperatore di calore, si aggira intorno al 30%. |