Scopriamo come funzionano i piccoli impianti di sfruttamento dell'energia geotermica

La tendenza ad incrementare l’utilizzo di fonti rinnovabili ha portato in questi ultimi decenni a realizzare nel nostro Paese sempre più impianti in grado di utilizzare la cosiddetta energia geotermica e dunque capaci di sfruttare il calore presente all’interno del terreno.
La temperatura della terra cresce all’aumentare della profondità; il gradiente geotermico varia a seconda della tipologia e delle proprietà della crosta terrestre (capacità termica specifica, conducibilità termica, densità, umidità). Mediamente l’aumento della temperatura si aggira attorno ai 3°C per ogni 100 metri; tuttavia in molte zone, specie nel centro Italia, tale gradiente può addirittura decuplicare.
Laddove sono presenti serbatoi geotermici ad alta entalpia (con temperature superiori a 150°C) sono realizzati impianti di grossa taglia che producono energia elettrica. In Toscana circa il 25% del fabbisogno elettrico regionale è soddisfatto dalla produzione geotermica.
Esistono poi tecnologie ormai consolidate che consentono lo sfruttamento anche di serbatoi geotermici a media (temperatura compresa tra 80°C e 150°C), bassa (temperatura compresa tra 20°C e 80°C) e bassissima entalpia (temperatura inferiore a 20°C).
Lo sfruttamento del calore del terreno per riscaldare e raffrescare gli edifici, tramite efficienti pompe di calore, molto usato nei paesi del nord Europa, si sta diffondendo anche alle nostre latitudini.
Lo scambio termico con il terreno avviene tramite una sonda verticale, costituita da una coppia di tubi a U in polietilene cementati nel terreno, nei quali circola acqua addizionata al 15-20% di antigelo. Queste sonde raggiungono profondità considerevoli, intorno ai 100 metri. Il terreno funge da serbatoio di calore; il fluido termovettore, circolando nella sonda, accumula calore e lo fornisce a una pompa di calore collegata.
Nel caso di un impianto di questo tipo a servizio di una villetta unifamiliare possiamo stimare i costi di investimento intorno ai 15.000 – 18.000 euro, comprendendo sia il costo della perforazione e della installazione della sonda, che l’acquisto della pompa di calore e la predisposizione dell’impianto termico.
Nella valutazione dell’investimento occorre considerare che la vita utile della sonda si aggira intorno ai 50 anni e che la manutenzione dell’impianto è decisamente ridotta. |