Il corretto uso dei sistemi di regolazione e controllo dell'impianto termico dell'edificio è determinante per il risparmio energetico e il raggiungimento del comfort
Le diverse norme che stabiliscono i requisiti e le caratteristiche che devono essere possedute dagli edifici impongono, rispetto al sottosistema di regolazione e controllo, l’utilizzo di termostati che consentono la regolazione della temperatura interna degli ambienti (art 4 – c. 6 - l. c del DPR 59/09: “è presente almeno una centralina di termoregolazione programmabile per ogni generatore di calore e dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone che, per le loro caratteristiche di uso ed esposizione possano godere, a differenza degli altri ambienti riscaldati, di apporti di calore solari o comunque gratuiti”).
Come tutti i sottosistemi che costituiscono l’impianto termico, anche quello di regolazione e controllo è caratterizzato da un rendimento, calcolato come rapporto tra l’energia richiesta per il riscaldamento nel caso di una regolazione teorica perfetta (che cioè non prevede variazioni della temperatura misurata all’interno degli ambienti rispetto al valore prefissato) e l’energia richiesta per il riscaldamento degli ambienti con la regolazione reale.
Tale rendimento è variabile a seconda del tipo di regolazione e delle sue caratteristiche. Esistono diverse tipologie di regolazione:
- regolazione manuale: è regolata la temperatura di mandata dell’acqua dal termostato di caldaia;
- regolazione climatica: la temperatura di mandata dell’acqua è legata al valore di temperatura esterna rilevato da sonda climatica;
- regolazione per zona: l’edificio è diviso in zone termiche (tipicamente giorno e notte) e la temperatura è programmata con un termostato di zona e con l’utilizzo di sonde di temperatura in ambiente;
- regolazione per singolo ambiente: in ogni locale è presente un sistema di regolazione della temperatura (ad esempio valvole termostatiche su radiatori).
La regolazione viene effettuata tramite l’utilizzo di termostati elettronici che rilevano la temperatura dell’aria con diverse sensibilità di lettura della temperatura (a banda proporzionale 0,5°C – 1°C – 2°C).
Da una analisi condotta dall’americana EIA (Energy Information Administration) è emerso che, laddove presenti, i cronotermostati non sono utilizzati dagli utenti in modo corretto. Molto spesso l’utilizzatore non è in grado di programmare in modo efficace le diverse temperature nelle ore della giornata e nei diversi giorni della settimana; spesso si finisce per utilizzarlo nella sola modalità manuale. E’ fondamentale che sia i produttori, che i progettisti e gli installatori, comunichino in modo chiaro le potenzialità di risparmio energetico legate ad un uso corretto dei cronotermostati. |